Emergenza Covid19 e sospensione dei mutui , dei leasing, affidamenti aziendali e pagamenti agenzia riscossione

In conseguenza dell’emergenza medico sanitaria, ma soprattutto economica derivante dall’epidemia Covid, sono state adottate una serie di misure a tutela dei privati cittadini e dei titolari di partita iva, prevedenti la sospensione o la moratoria di mutui, finanziamenti, contratti di leasing, prestiti personali e rientro dagli affidamenti.

Esaminiamone le ipotesi di sospensione nel dettaglio.

A) Sospensione mutui prime case legge 244.2007

La sospensione delle rate del mutuo era già prevista dal Fondo di Solidarietà istituito con la Legge n 244/2007 ed è rivolta alle famiglie e ai soggetti titolari di un mutuo prima casa che si trovano in situazioni di temporanea difficoltà economica per cessazione del rapporto di lavoro o sospensione o riduzione dell’orario di lavoro, per decesso o grave infortunio.

Questa riguarda solo il pagamento della quota capitale del mutuo, mentre gli interessi vanno comunque corrisposti, fatti salvi eventuali particolari accordi stipulati tra l’ABI e le associazioni dei consumatori.

B) Sospensione dei mutui, dei finanziamenti e del rientro dagli affidamenti per le imprese ai sensi del protocollo ABI impresa in Ripresa 2.0.

L’A.B.I., Associazione Bancaria Italiana e le associazioni di rappresentanza delle imprese già il 15 novembre 2018 aveva stipulato un accordo per il credito, prevedendo il rafforzamento della collaborazione tra ABI e associazioni di categoria e l’introduzione di alcune misure, tra cui la sospensione e l’allungamento dei finanziamenti alle piccole e medie imprese, in presenza di taluni requisiti.

In seguito all’evento epidemico e nell’attesa dei provvedimenti governativi, veniva varato l’addendum al protocollo, con cui veniva prevista l’estensione dell’applicazione della misura “Imprese in Ripresa 2.0” di cui all’Accordo per il Credito 2019, ai finanziamenti in essere al 31 gennaio 2020 erogati in favore delle imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica “COVID-19”, ossia la sospensione per 12/18 mesi.

Praticamente, l’ipotesi di sospensione veniva prevista per le imprese titolari di:

  • Mutui ipotecari e chirografari
  • Contratti di leasing aziendali
  • Apertura di credito in conto corrente con garanzia ipotecaria
  • Linee di credito con anticipazione su crediti certi ed esigibili
  • Credito agrario

I requisiti di accesso a tali ipotesi di sospensione sono rappresentati:

  • Da un fatturato inferiore a 50 milioni di euro l’anno o un attivo in bilancio fino a 43 mln di euro
  • che le rate scadute e impagate non debbano superare il 90 giorni ( per mutui e leasing )
  • non bisogna aver usufruito di altre sospensioni e scadenze nei 12/24 mesi precedenti

C) Decreto Cura Italia

Con il nuovo decreto del 16 marzo “Cura Italia” diveniva possibile richiedere la sospensione dei contratti di mutuo per un massimo di due volte e per un periodo complessivo di 18 mesi, prorogandone così la scadenza.

Il Fondo di Garanzia provvederà al pagamento degli interessi compensativi nella misura pari al 50% degli interessi maturati sul debito residuo durante il periodo di sospensione.

Tale possibilità è percorribile per:

  1. Privati cittadini che abbiano subito la riduzione dell’orario o la sospensione dal lavoro in seguito all’allarme Coronavirus
  2. lavoratori autonomi e liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato “in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data”, una riduzione del proprio fatturato superiore al 33% rispetto al fatturato dell’ultimo trimestre 2019, in seguito alla chiusura o alla riduzione del lavoro dovuta alle misure adottate dall’autorità competente con il diffondersi del Covid-19.

Al fine di sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’epidemia di COVID-19 le imprese, come definite al comma 5, esse possono avvalersi dietro comunicazione – in relazione alle esposizioni debitorie nei confronti di banche e di intermediari finanziari e degli altri soggetti abilitati alla concessione di credito in Italia – delle seguenti misure di sostegno finanziario:

  1. per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti alla data del 29 febbraio 2020 o, se superiori, a quella di pubblicazione del presente decreto, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30 settembre 2020;
  2. per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 30 settembre 2020 alle medesime condizioni;
  3. per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

La comunicazione di richiesta di accesso alla misura è corredata della dichiarazione con la quale l’Impresa autocertifica ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.

Possono beneficiare delle misure indicate le imprese le cui esposizioni debitorie non siano, alla data di pubblicazione del decreto, classificate come esposizioni creditizie deteriorate ai sensi della disciplina applicabile agli intermediari creditizi.

Imprese sono le microimprese e le piccole e medie imprese come definite dalla Raccomandazione della Commissione europea n. 2003/361/CE del 6 maggio 2003, aventi sede in Italia.

Con il decreto legge 104.2020, cosiddetto decreto di agosto, all’art. 65 è stata disposta la proroga delle moratorie per le piccole e medie imprese, nonché per i professionisti, per cui, per legge, le moratorie sono vigente automaticamente fino al 31 gennaio, senza necessità di alcuna domanda e alcuna integrazione documentale.

Potranno presentare l’istanza di moratoria/sospensione anche le imprese che non lo avessero fatto in precedenza, facendo pervenire la modulistica di richiesta sul sito Consap, all’attenzione degli istituti bancari. Le banche non potranno opporre diniego al rinnovo secondo legge o negare la sospensione, salvo che l’impresa non sia stata messa a sofferenza, antecedentemente la data del 31 dicembre 2019.

Ne deriva che il termine di sospensione di mutui, finanziamenti, contratti di leasing, e rientro affidamenti e linee di credito non è più fissato al 30 settembre 2020, bensì al 31 gennaio 2021, oppure in taluni casi è stato individuato convenzionalmente allo scadere del sesto mese dall’inizio della moratoria.

Il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti. I piani di ammortamento, pertanto, verranno allungati per il periodo corrispondente alla intervenuta moratoria del debito.

Segnalazioni in centrale rischi in periodo Covid

Con il comunicato stampa del 18 aprile scorso, la Banca d’Italia, richiamando la precedente Comunicazione del 23 marzo 2020, ha fornito alcune precisazioni in materia di segnalazioni alla Centrale dei Rischi alla luce di quanto previsto dal decreto legge n. 18/2020, cd. Cura Italia, recante “Misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19″, approvato in via definitiva dalla Camera il 24.4.2020 (leggi Decreto Cura Italia: tutte le misure).

Tra le misure previste nel D.L. n. 18/2020 l’art. 56 co. 2 dispone che :

a) per le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti, esistenti alla data del 17 marzo 2020, gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 31 gennaio 2021;

b) per i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima del 30 settembre 2020 i contratti sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 31 gennaio 2021 alle medesime condizioni;

c) per i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 31 gennaio 2021 e il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione è dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti; è facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Alla luce di quanto sopra, la Banca d’Italia nel comunicato del 23 marzo e del 18 aprile ha sottolineato come gli intermediari dovranno tenere conto di queste previsioni ai fini delle segnalazioni alla Centrale dei rischi e che, con riferimento alle disposizioni normative indicate nel documento, il soggetto finanziato non potrà essere classificato a sofferenza dal momento in cui il beneficio sia stato accordato.

In particolare, gli intermediari non devono segnalare:

1) sconfinamenti relativi a finanziamenti accordati a imprese beneficiarie delle misure di cui all’art. 56, co. 2, lett. a) e b) del D.L.; tali misure prevedono l’irrevocabilità e la proroga della scadenza dei finanziamenti non rateali. Pertanto, gli intermediari non dovranno ridurre l’importo dell’accordato segnalato alla Centrale dei rischi;

2) rate scadute – in quanto sospese – nel caso di finanziamenti accordati a imprese beneficiarie della misura di cui all’art. 56, co. 2, lett. c); questa disposizione prevede la sospensione del pagamento delle rate di mutui e di altri finanziamenti a rimborso rateale. Coerentemente, per l’intero periodo di efficacia della sospensione, dovrà essere interrotto il computo dei giorni di persistenza degli eventuali inadempimenti già in essere ai fini della valorizzazione della variabile “stato del rapporto.

Chi non abbia avuto accesso alla moratoria o ai finanziamenti Covid, in caso di ritardo nel pagamento, pertanto, potrà essere oggetto di segnalazione.

Di fatto, le imprese in difficoltà, purtroppo si troveranno ad affrontare ulteriori difficoltà e problematiche connesse a nuove potenziali segnalazioni, che potranno essere ostative ai fini dell’erogazione del credito o del rinnovo degli affidamenti.  

AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE 

in ossequio al Dl Covid-19, approvato in Cdm il 16 marzo scorso e pubblicato nella gazzetta ufficiale n.70 di ieri 17-3-2020 edizione straordinaria è prevista la

– sospensione dei termini per il pagamento di tutte le cartelle esattoriali relative a entrate tributarie e non tributarie;


– sospensione dei termini per avvisi di accertamento e di addebito, in scadenza nel periodo compreso tra l’8 marzo e il 31 maggio 2020.

I pagamenti delle cartelle esattoriali congelate dal decreto ‘cura Italia’ slittano al 30 giugno 2020.

Sono bloccate le notifiche di nuove cartelle:

– fino al 31 maggio 2020, la sospensione dell’attività dell’agenzia riscossione riguarda anche la notifica di nuove cartelle di pagamento e degli altri atti della riscossione;

Si prevede Rinvio rata Rottamazione e saldo e stralcio:

– Rinvio al 31 maggio 2020 del termine di pagamento della rata della rottamazione scaduta il 28 febbraio 2020 e relativa alla “Rottamazione-ter” e della rata del saldo e stralcio in scadenza il 31 marzo 2020.

Si sospendono quindi ogni atto di escursione forzata come iscrizioni ipotecarie e fermi amministrativi.

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