Procedure di sovraindebitamento per i privati e le piccole e medie imprese

Nel caso in cui sono presenti più debiti, in capo al medesimo debitore ( purché non si tratti di srl o spa ) verranno utilizzati gli strumenti di composizione della crisi da sovraindebitamento, per i soggetti privati e le società di persone

Ogni tipologia di debito può essere ricompreso nelle procedure di sovraindebitamento, ossia debiti verso le banche, le finanziarie, le società di servizi, i gestori dei servizi, fornitori, Agenzia delle Entrate della Riscossione, gli Enti Impositori, i Comuni. 

Tali strumenti sono: 

  1. Il piano del consumatore  

E’ la procedura che viene incontro al singolo consumatore o alle famiglie che si sono trovate in una situazione di sovraindebitamento senza colpa o dolo, ad esempio per perdita del lavoro, per malattia, divorzio, crisi economica, tutti eventi imprevedibili al momento della sottoscrizione dei contratti da cui sono derivati debiti.

Consumatore è il cittadino che abbia contratto debiti non in qualità di imprenditore.

All’inizio della procedura viene presentato un piano di rimborso parziale dei debiti (sempre tramite l’assistenza di un organismo della composizione della crisi) basato sulle reali possibilità della famiglia o del singolo consumatore.

Il piano del consumatore viene poi depositato in Tribunale dall’avvocato del debitore con l’ausilio dell’OCC e sarà il giudice a valutare la sua approvazione, anche qualora i creditori dovessero dare parere negativo. Il giudice, nel corso della procedura a partire dal momento del deposito del piano, potrà disporre la sospensione di eventuali procedure esecutive pendenti ( aste immobiliari o pignoramenti di beni o conti correnti ). 

  1. Accordo con i creditori

Il debitore che abbia contratto debiti in qualità di imprenditore o di professionista (con l’assistenza di un OCC )  propone un accordo ai creditori con il quale si impegna a pagare una parte del debito complessivo in un certo tempo.

La rata dovrà essere sostenibile e quindi compatibile con l’esigenza dell’impresa e di vita del debitore. 

Questa proposta deve essere presentata viene presentata all’attenzione del Giudice dal Gestore della Crisi e dall’avvocato del debitore.  

La proposta di accordo deve essere presentata ai creditori e per essere accettata deve ricevere almeno il 60% dei voti positivi. Solo nel caso in cui venga superata tale percentuale viene raggiunto l’accordo che viene omologato dal giudice. 

Tale procedura può essere avviata da:

-imprenditore agricolo  

-ex imprenditori e titolari di partita iva che non svolgano più la attività professionale o commerciale e che non siano stati in grado di adempiere i propri debiti prima della conclusione della attività 

– soggetti con prevalenza dei debiti aziendale o professionali rispetto ai debiti di natura personale 

-garanti e fideuissori delle società di capitale che abbiano prestato le proprie garanzie e fideuissioni in nome e per conto della società di capitale, insultata inadempiente e incapiente e quindi che vengano escussi in sostituzione della stessa. 

In maniera semplicistica si dice che, acceda all’accordo con i creditori il debitore titolare o che sia stato di partita iva.  

Tale procedura si differenzia dal piano del consumatore per quel che rileva l’elemento del consenso, poiché mentre nel piano del consumatore la proposta di piano potrà essere omologata dal giudice anche in caso di assenza o parere negativo dei creditori, nel caso dell’accordo, ai fini dell’ottenimento di parere positivo del giudice sarà necessario conseguire il consenso di tanti creditori che rappresentino la maggioranza della massa creditoria. 

  1. La liquidazione del patrimonio

Nel caso in cui il debitore sia titolare di beni ma non riesca a pagare i propri creditori, si potrà optare per la procedura di liquidazione del patrimonio, ossia per la vendita dei beni che fanno parte del patrimonio, sia totalmente che parzialmente.

Le istanze verranno presentante in OCC e poi gestite in tribunale. 

Sarà cura dei nostri consulenti assistere il debitore nella procedura di composizione della crisi ed individuare l’organismo della composizione della crisi accreditato competente territorialmente, e se possibile, facente parte della rete LPN Onlus o SOS Sovraindebitamento. 

COSTI: i costi del legale sono definiti secondo il d.m. delle tariffe professionali dei legali. I costi della procedura sono definiti da d.m. 202.2015 e D.L. 14.2019 e regolamento di procedura dell’organismo di composizione della crisi ( OCC ).

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